domenica 22 settembre 2013

Lo conosci Pietro Nava?

Io fino a ieri non sapevo chi fosse, l'ho conosciuto per caso, grazie alla pagina di un amico qui su Facebook.

A volte non si ha tempo di pensare, ti ritrovi a dover decidere nello spazio di un istante, e quella decisione può far di te un vigliacco od un eroe. Eroe questo termine del quale oggi spesso se ne abusa, a volte diventa eroe l'ignaro tutore della legge che si trova senza nemmeno accorgersene sulla linea di tiro di un terrorista o di un criminale.
Altre volte invece si ha il tempo di pensare e di decidere come comportarsi e nonostante si conoscano tutte le conseguenze alle quali si va incontro si prende una decisione difficile, eroica.
Esistono altri casi, nei quali questa decisione viene ribadita più volte, anche se si potrebbe uscire dalla difficile strada intrapresa, ma consapevolmente non si torna indietro, si continua ad andare avanti nonostante tutto.
Vorrei ricordarvi  una di queste persone coraggiose .

“Alle 8.20 di quel 21 settembre 1990, Pietro Nava, bergamasco, responsabile delle vendite nel Sud per una ditta di Asti, buca una gomma della sua auto sulla discesa di Enna. "Ho visto una macchina col vetro distrutto, "qualcosa di azzurro" che scappava, una persona che saltava il guard-rail con una pistola in pugno, un altro col casco vicino a una moto". "Qualcosa di azzurro" che scappava: era Rosario Livatino, il "giudice ragazzino" che venne ammazzato dalla mafia in quella scarpata sotto la strada. Pietro Nava non si e' girato dall' altra parte, e' andato dalla polizia, ha identificato i killer, li ha inchiodati al processo. In cambio ha avuto una vita fatta di addii: "Non dico arrivederci, perche' non e' possibile, ultimamente devo dire soltanto addio alle persone. E' un continuo dire addio"

Si perchè Pietro Nava ha perso tutto. Ha perso il suo lavoro, la sua tranquillità, la sua famiglia, i suoi amici e la sua terra. Quel triste giorno, ne sono morti due di eroi, insieme al giudice bambino (aggettivo usato da Cossiga anche se poi ha cercato di smentire) in un certo senso è morto anche lui perchè è finita quella che era la sua vita.
Nonostante lo Stato non gli sia stato particolarmente vicino, gli ha dato una pensione e due pistole per difendersi da solo, a lui che dichiara:” Non sono capace di uccidere nemmeno una zanzara”.
Eppure questa persona apparentemente normale, è un grande EROE, un eroe che ha ribadito la sua scelta ad ogni testimonianza ed udienza, e che dice che sarebbe pronto a rifarlo anche domani mattina.
Quando ha concesso qualche intervista , prima di tornare nel consueto dimenticatoio, lo ha dovuto fare incappucciato come fosse un criminale, e deve vivere nascosto usando un nome falso, quindi non gli è concessa nemmeno la soddisfazione di esser trattato come eroe, guardato con ammirazione, riconosciuto. Molto probabilmente quando scomparirà  nessuno lo saprà.

mercoledì 18 settembre 2013

Buonismo

Non riesco a capire quale sia il metro di giudizio che viene usato nella nostra società. Chi è considerato una persona positiva? E chi no?
Credo che la mia difficoltà in capire, nasca dalla confusione di valori che regna, non parlo dei valori che sono sbandierati e declamati, ma parlo di quelli che veramente incidono sul successo sociale di una persona e nell'apprezzamento che riscuote. Indubbiamente denaro, potere e bellezza, anche se non necessariamente in quest’ordine, hanno un’importanza rilevante se non determinante nei giudizi. Una persona ricca, potente e bella avrà più successo di una povera, anonima e brutta…potrebbe sembrare una battuta alla Catalano, ma non lo è. Oggi un extracomunitario che sbarca sulle coste siciliane e lo fa allo sbaraglio a rischio della vita, viene percepito come un nemico, un pericolo per la nostra tranquillità,quindi va cacciato,espulso, gli si dovrebbe impedire di sbarcare ad ogni costo. Tralasciando per un secondo i “buoni sentimenti”, ma davvero noi italiani siamo cosi' presuntuosi e coglioni da illuderci di poter arginare una pressione migratoria di queste proporzioni? Che in gran parte fugge dal continente più povero, più bistrattato, sfruttato e violentato del mondo, mostrando i muscoli? Trattandoli come animali, rinchiudendoli in campi di concentramento? Ma se gli stessi USA, si loro, proprio quelli delle guerre in giro per il mondo, dei droni, delle bombe "intelligenti" , delle migliaia di testate atomiche, quelli! Che sono eoni più efficienti, duri, intransigenti e perché no anche più stronzi di noi, non riescono a mantenere fuori dai loro confini masse di Messicani,Cubani,Haitiani,Italiani,Brasiliani, etc etc ( si ci siamo pure noi), tanto che il lavoro nero negli USA è una cosa normalissima,bene loro non ci riescono, e ci vogliamo riuscire noi? Baggianate! Crudeli baggianate.

Capisco che intelligenza e bontà oggi sono molto meno apprezzate di determinazione e imparzialità. Ma davvero questo è giusto?
La bontà! Questo mostro che  è stato preso di mira, perseguitato e pian pianino svilito se non addirittura deriso, e lo si è fatto usando come mezzo, come cacciavite utile a scardinarne ogni residuo valore positivo, il sempre maggior uso dei termini buonismo, e/o buonista, un processo che se è cominciato a destra, dopo che si è constatato come riscuotesse successo e soprattutto rendesse voti (populismo), ha sfondato anche a sinistra, cosi termini come immigrazione clandestina, sicurezza, droga , identità storica e culturale, sono stati sempre di più usati e sventolati, non solo nei raduni leghisti e nazisti ma addirittura nelle Feste dell’amicizia e aimè dell’Unità. Del resto non si può sottovalutare il fatto che oggi, qualunque cosa alimenti l’innato egoismo dell’essere umano e contribuisca a diminuirne le paure , se non è tenuto a freno da ideali politici, valori etici e sentimenti spirituali (preferisco usare questo termine a religiosi),  è destinato a essere vincente.
Così tutto quello che ricade nella sfera dell’empatia, viene subito tacciato di buonismo e ipocrisia.

Aprendo una parentesi, in Italia abbiamo già vissuto qualcosa di simile ed è stato sotto il fascismo nel 1938 poco prima dello scoppio della II guerra, quando Mussolini decise di“sposare” il razzismo tedesco,emanando le leggi razziali, si ritrovò una  parte di italiani ed anche qualche fascista,che si sentiva a disagio a non considerare più eguali persone con le quali aveva condiviso tranquillamente un bel pezzo di esistenza e che non accettava…o diciamo meglio, non capiva e non approvava quello che stava succedendo. Così, il regime cominciò unacampagna mediatica di critica a questo tipo di sentimenti attaccando ogni manifestazione di simpatia e solidarietà verso gli ebrei, chiamandolo pietismo:”Il problema del Pietismo” definendolo una manifestazione di debolezza ipocrita che andava contro gli interessi della patria e degli italiani.
I buoni vecchi corsi e ricorsi storici. Ma la Storia, che dovrebbe essere maestra ed insegnarci, pare serva più che altro a narrarci gli eventi invece di aiutarci a prevederli. Funziona un po’ come le profezie di Nostradamus che si dovrebbero svelarci il futuro, ma poi sono comprensibili solo a cose fatte.

Tutto questo per concludere, che queste crisi e queste confusioni di valori, nascono e pascono nei momenti  difficili, dove l'istinto di sopravvivenza fa aumentare egoismo personale e aggressività determinando una crisi dei valori politici, spirituali ed etici.
Il sapersi mettere nei panni dell’altro senza giudicarlo, voler aiutare anche attraverso un  semplice sorriso, un piccolo gesto di solidarietà come può essere donare una coperta od un vestito, immaginarsi al loro posto ammettendo di non essere a nostra volta perfetti e di non essere  immuni da errori, essere capaci di punire chi sbaglia senza infierire, condannare solo perché è necessario e giusto, ma mai per vendetta. Lottare per l’eguaglianza sociale, perché il non morire di fame oggi non è solo il risultato di comportamenti e capacità ma anche di sorte. Sorte in dove si nasce, sorte per di chi si è figlio, sorte in godere di buona salute , sorte in avere ereditato buone capacità mentali e a volte perché no, sorte e basta.
Se speriamo che la soluzione ai mille mali della nostra società piova dall’alto, bene credo che non abbiamo speranze. Come mi è stato insegnato da Wainer Molteni su @Clochard alla Riscossa, bisogna che ognuno nel proprio piccolo e nel proprio quotidiano faccia la sua parte. Mi viene da immaginare milioni di gomitoli di filo ammassati, tutti ingarbugliati, annodati, mischiati disordinatamente. Ecco ognuno di noi rappresenta un gomitolo. Questo gomitolo deve individuare uno dei due capi e pazientemente eliminare i nodi , sgarbugliarlo e arrotolarlo con ordine. Nessuno può farlo con milioni di gomitoli ma ognuno di noi può farlo con se stesso.

venerdì 26 aprile 2013

....dico, ma tutti questi bravi giornalisti che additano e criticano l'attuale sfascismo e scrivono righe infuocate contro coloro che ritengono colpevoli di sminuire il senso reale del 25 aprile, ma dove stavano nascosti negli ultimi anni? Anni nei quali si è fatto un revisionismo strisciante e feroce, arrivando a mettere in discussione i libri di Storia usati come testo nelle scuole, anni nei quali si è arrivati ad equiparare repubblichini e partigiani! Anni dove le massime cariche dello stato e delle istituzioni hanno disertato commemorazioni importantissime mandandoci rappresentanze di second'ordine, anni dove si è criticata la Costituzione, ritenendola il grande male che bloccava lo sviluppo economico del paese, anni dove una importante forza politica e di governo, non si riconosceva nella stessa Costituzione e quando scendeva in piazza offendeva la nostra bandiera. Dove stavano questi signori?

domenica 21 aprile 2013

Se fino a poche ore prima delle ultime elezioni, preso da amletici dubbi tra il “votare o non votare” alla fine decisi di esprimere la mia protesta, il mio dissenso ed il mio grandissimo schifo verso questo sistema politico optando per votare M5S.
Non ne potevo (e non ne posso) più di vedere una parte della popolazione affondare nella disperazione e nella mediocrità, mentre un altra, composta da caste di piccoli e grandi privilegiati continua/va impudicamente a disquisire e banchettare più o meno allegramente e consapevolmente sulla pelle dell'altra.
Politici, giornalisti, professionisti, professoroni, banchieri e figli di papà da una parte, e dipendenti, imprenditori, insegnanti, disoccupati, malati, precari e figli di povera gente dall'altra.
Pensavo che, anche senza nutrire nessuna speranza di poter vincere anche minimamente le elezioni, sarebbe stato un modo più efficacie e attivo della semplice e comoda astensione.
All'indomani delle elezioni risultati alla mano, rimasi un po spiazzato, non mi aspettavo di vedere il M5S prendere il 25% e quindi qualche pensiero più ottimista cominciava a farsi strada nella mia ormai rassegnata abitudine a stare sempre e comunque dalla parte degli sconfitti, quindi ausiliato e motivato anche dalle parole ascoltate in TV dette da Dario Fo, il sogno di poter vedere dopo decenni cambiare le cose , passando in un batter d'occhio, dal dover fare i conti con il compromesso del meno peggio, alla non più utopica possibilità di perseguire un sogno anche se forse..,molto forse, realizzabile esisteva! E vi debbo dire che sono stati attimi bellissimi che hanno riportato me indietro di più di trent'anni e credo altri di più di quaranta, ritornando alle emozioni sessantottine o addirittura quasi settanta e al dopoguerra.
Quello che è successo da quel giorno ad oggi lo sappiamo tutti, anche se alla luce di quello che ascolto e leggo oggi, sottolineare certe cose credo sia utile, comincerei col ricordare a tutti noi che parole forti, tipo golpe ( della magistratura e della possibile elezione di Prodi)) sono state dette anche dal Pdl, senza suscitare tanto scandalo e paure nei vari candidi e verginei commentatori politici e che l' eventuale rielezione di Napolitano era stata definita come :”una sconfitta delle istituzioni e ridicola” dallo stesso (quasi) nuovo Presidente della Repubblica. Continuerei affermando che il passo indietro fatto ieri sera da Grillo,dopo che sull'onda dell'emozione aveva invitato tutti a seguirlo a Roma davanti al Parlamento è stato un atto di saggezza e non di dabbenaggine come le solite anime candide e innocenti vogliono far passare, e che la critica alla rete di rendere popolare ed alla portata di tutti la consapevolezza politica è più o meno la stessa che si poteva fare in un ordine cronologico, prima alla stampa poi alla radio e infine alla televisione, in questa popolarizzazione e condivisione della coscienza politica che io ritengo un fatto positivo e non negativo anche se nuovo e ancora imprevedibile.
Ma insomma tutto questo per dire che dopo la rabbia e la delusione di ieri sera , stamattina facendo un bilancio mi ritengo invece soddisfatto del mio voto. Senza il M5S, che io ritengo votato da tutti i ceti sociali e parti politiche, ma in modo particolare da delusi di sinistra e irriducibili sognatori, il Pd avrebbe vinto e avrebbe fatto quello che aveva annunciato, ossia, proposto “saggi” ed inevitabili sacrifici agli italiani, avrebbe eletto la Finocchiaro a capo del Senato, Letta a capo della Camera, e alla presidenza della Repubblica? Forse allora si Rodotà! Perchè questa è la concezione della politica che questi signori hanno, ma molto più probabilmente qualche figura gradita anche al Pdl, e mi sovvien baffetto, e nulla sarebbe cambiato. Invece grazie e attraverso l'affermazione del M5S, il PD finalmente si è reso finalmente conto di essere il parto schizzofrenico della politica malata italiana, l'ostinazione, in nome di un nemico comune, a voler rendere conciliabile l'inconciliabile, e adesso sarà costretto a fare i conti con se stesso. Ma la cosa davvero incredibile è il cambiamento, se non nella sostanza, ma nei modi e nei proclami del Pdl, diventato all'improvviso mite, giudizioso, bonario, arrivando attraverso i suoi deputati a pronunciare frasi, fino a qualche mese addirittura fantascientifiche dette da loro, frasi come reddito di cittadinanza! Fine dei privilegi!
Non mi illudo che ai proclami seguiranno fatti, soprattutto visti i precedenti di spergiuro reiterato del loro leader, il grande statista! E oramai grazie alla chirurgia plastica sosia di Mao, Silvio Berlusconi I.
Ma sono,oggi più che mai, strasicuro che tantissimo è cambiato e questo è stato possibile grazie all'affermazione forte e imprevista del M5S, affermazione alla quale ho contribuito con il mio voto.

sabato 30 marzo 2013

Viviamo in un epoca dove si esaltano i difetti, gli errori, le piccolezze umane, questo accade nel mondo in generale ma ancor di più qui da noi in Italia. E tutto questo sottolineare la parte peggiore di ogni cosa e di ognuno ha un effetto negativo sui comportamenti. Perchè la percezione che abbiamo della realtà che ci circonda , per giusta o sbagliata che sia, modifica i nostri comportamenti quotidiani. Eppure noi tutti sappiamo che non esistono santi e uomini perfetti, se analizziamo l'intera vita di una persona, se andiamo a investigare nella sua famiglia, nella cerchia di amici e di lavoro è impossibile non trovare breccie e crepe dove poter insinuare almeno il dubbio. Ormai appena qualcuno si eleva e si mette in evidenza come un possibile esempio positivo... immediatamente parte un processo di distruzione dell'immagine, una determinazione a creare un uguaglianza verso il basso e purtroppo verso il peggio, tanto da rendere alla fine tutto scusabile e accettabile. Un vero medioevo sociale. Bisognerebbe invertire questo processo e enfatizzare il lato positivo delle persone e dei comportamenti. Tutti sappiamo e commentiamo l'enorme quantità di ore di programmi televisivi che parlano di omicidi e possibili colpevoli ma poi in fin dei conti stiamo la ad assiterci e a commentarli, tutti amiamo programmi di denuncia come le Iene che mettono a nudo il quotidiano peggio della nostra società, ma in fin dei conti sappiamo che la parte buona è ancora preponderante su quella negativa. E allora perchè non riusciamo a valorizzarla, a esaltarla e a renderla interessante? Adesso abbiamo un nuovo Papa che porta delle novità, abbiamo un Movimento che è sbarcato nella vita politica con tanta fiducia e aspettativa, abbiamo a capo della Camera e del Senato due persone che bene o male hanno mostrato delle capacità al di fuori della vita politica eppure già in un modo o nell'altro è partito il massacro che non ha risparmiato nessuno, la oramai solita distruzione sistematica, e io sono convinto che facendo cosi si influisce in maniera determinante sul risultato che avremo e che non è affatto già scontato.

lunedì 4 febbraio 2013

...L'amore è l'unica cosa che conta nella vita. Non successo professionale, non soldi (bastano quelli per vivere dignitosamente), non la cultura, non la bellezza.
Solo l'amore e la salute.
Del primo era ricchissimo, della seconda no. Era nettamente per "essere", non per "avere" ed è il suo amore immenso per noi, amici e parenti che mi manca tremendamente.
Ogni giorno, ogni ora, ogni minuto.....

C.L.

lunedì 28 gennaio 2013



A causa dell' indignazione causata nell' opinione pubblica dalle affermazioni di Berlusconi su Mussolini : “Quella delle leggi razziali fu la peggiore colpa di un leader che per tanti altri versi aveva fatto bene” rilasciate proprio il 27 gennaio (difficile scegliere posto e momento peggiori), durante le celebrazioni del Giorno della Memoria, mi sono ricordato di una geniale campagna pubblicitaria per il centenario della Folha di Sao Paulo ( uno dei più importanti quotidiani Brasiliani). La pubblicità inizia mostrando un macro con alcuni dei punti che compongono una foto, cosi da vicino da non rendere riconoscibile il soggetto raffigurato nella stessa, il narratore comincia a dare dati sul soggetto della foto, col fluire dei dati l'immagine si allontana pian piano dal soggetto, fino a renderlo identificabile. All'inizio sono dati entusiasmanti, sia sui gusti personali del soggetto diventato capo del governo, artista, amante della musica e degli animali, sia dei suoi successi in campo economico, boom della produzione industriale, crollo della disoccupazione, dell'inflazione, aumento dell orgoglio nazionale e abbassamento dell'inflazione. Ad un certo punto appare la foto con il suo protagonista nella sua interezza. La pubblicità finisce dicendo che si  può affermare un enorme bugia dicendo solo tante verità e che bisogna sempre vedere chi è che ci da le notizie, prima di crederci ad occhi chiusi. 


venerdì 25 gennaio 2013

Titoli Tossici. Gli Sbornia Bond

A me piace tanto la storiella dei Sbornia Bond , purtroppo non so chi l'abbia scritta se no ne citerei volentieri il nome,io l ho trovata sul Corriere della Sera che dice sia una storiella svizzera.

Helga è la proprietaria di un bar, di quelli dove si beve forte.
Rendendosi conto che quasi tutti i suoi clienti sono disoccupati e che
quindi dovranno ridurre le consumazioni e frequentazioni, escogita un
geniale piano di marketing, consentendo loro di bere subito e pagare in
seguito. Segna quindi le bevute su un libro che diventa il libro dei
crediti (cioè dei debiti dei clienti).

La formula “bevi ora, paga dopo” è un successone: la voce si sparge, gli
affari aumentano e il bar di Helga diventa il più importante della città.

Lei ogni tanto rialza i prezzi delle bevande e naturalmente nessuno
protesta, visto che nessuno paga: è un rialzo virtuale. Così il volume
delle vendite aumenta ancora.

La banca di Helga, rassicurata dal giro d’affari, le aumenta il fido. In
fondo, dicono i risk manager, il fido è garantito da tutti i crediti che
il bar vanta verso i clienti: il collaterale a garanzia.

Intanto l’Ufficio Investimenti & Alchimie Finanziarie della banca ha una
pensata geniale. Prendono i crediti del bar di Helga e li usano come
garanzia per emettere un’obbligazione nuova fiammante e collocarla sui
mercati internazionali: gli Sbornia Bond.

I bond ottengono subito un rating di AA+ come quello della banca che li
emette, e gli investitori non si accorgono che i titoli sono di fatto
garantiti da debiti di ubriaconi disoccupati. Così, dato che rendono
bene, tutti li comprano.

Conseguentemente il prezzo sale, quindi arrivano anche i gestori dei
Fondi pensione a comprare, attirati dall’irresistibile combinazione di
un bond con alto rating, che rende tanto e il cui prezzo sale sempre. E
i portafogli, in giro per il mondo, si riempiono di Sbornia Bond.

Un giorno però, alla banca di Helga arriva un nuovo direttore che, visto
che in giro c’è aria di crisi, tanto per non rischiare le riduce il fido
e le chiede di rientrare per la parte in eccesso al nuovo limite.

A questo punto Helga, per trovare i soldi, comincia a chiedere ai
clienti di pagare i loro debiti. Il che è ovviamente impossibile essendo
loro dei disoccupati che si sono anche bevuti tutti i risparmi.

Helga non è quindi in grado di ripagare il fido e la banca le taglia i
fondi.

Il bar fallisce e tutti gli impiegati si trovano per strada.

Il prezzo degli Sbornia Bond crolla del 90%.

La banca che li ha emessi entra in crisi di liquidità e congela
immediatamente l’attività: niente più prestiti alle aziende. L’attività
economica locale si paralizza.

Intanto i fornitori di Helga, che in virtù del suo successo, le avevano
fornito gli alcolici con grandi dilazioni di pagamento, si ritrovano ora
pieni di crediti inesigibili visto che lei non può più pagare.

Purtroppo avevano anche investito negli Sbornia Bond, sui quali ora
perdono il 90%.

Il fornitore di birra inizia prima a licenziare e poi fallisce.

Il fornitore di vino viene invece acquisito da un’azienda concorrente
che chiude subito lo stabilimento locale, manda a casa gli impiegati e
delocalizza a 6.000 chilometri di distanza.

Per fortuna la banca viene invece salvata da un mega prestito
governativo senza richiesta di garanzie e a tasso zero.

Per reperire i fondi necessari il governo ha semplicemente tassato tutti
quelli che non erano mai stati al bar di Helga perché astemi o troppo
impegnati a lavorare.

Bene, ora potete dilettarvi ad applicare la dinamica degli Sbornia Bond
alle cronache di questi giorni, giusto per aver chiaro chi è ubriaco e
chi sobrio.

sabato 19 gennaio 2013

A volte non possiamo veramente far nulla, inermi e impotenti davanti al fluire degli eventi non sappiamo cosa fare. Possiamo affidarci alla sorte, alla fede, incazzarci con Dio e con chi ci crede, odiare con tutte le forze il mondo che indifferente continua a scorrere come se nulla fosse, oppure... possiamo decidere di resistere, abbracciarci a chi più amiamo e affidarci ai nostri alleati più fidati, il tempo, la ragione e l'amore. 
  Il tempo, questo nemico-amico che inesorabilmente ci consuma, può essere anche nostro alleato, non ha il potere di cancellare il dolore ma può placarlo, ovattarlo e renderlo più sopportabile. 
  La ragione ci può dire che la vita è fatta cosi', un gioco che ha le sue regole, regole che a volte ci favoriscono e a volte no, chi vive sà che siamo nelle mani del destino, o come si preferisce chiamarlo e che per quanto possa sembrare ingiusto e doloroso nel particolare e nell'individuale, tutto diventa logica conseguenza delle regole superiori che sono nella natura stessa delle cose e dell'Universo. Se riusciamo ad allontanarci da noi stessi e ad osservarci  da lontano, tutto appare logico e sopportabile, come il fuco, piccola ape sacrificabile, in relazione all'alveare, cosi è l'individuo in relazione all'esistenza.
  L'amore è il segreto per non lasciare l'amarezza accompagnarci per il resto dei nostri giorni, un unico giorno vissuto pienamente è gia motivo sufficiente per dire, ne è valsa la pena! Riuscire a condividere i fardelli più pesanti della vita con chi veramente ci ama e ci sta accanto, è il primo passo verso la pace, non vivere sensi di colpa tormentandosi a pensare a quello che sarebbe potuto essere ma non è stato, è il secondo.

martedì 15 gennaio 2013

Avram Noam Chomsky (Filadelfia, 7 dicembre 1928) è un linguista, filosofo e teorico della comunicazione statunitense. Professore emerito di linguistica al Massachusetts Institute of Technology è riconosciuto come il fondatore della grammatica generativo-trasformazionale, spesso indicata come il più rilevante contributo alla linguistica teorica del XX secolo.

1) La strategia della distrazione
L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élite politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti. La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. Mantenere l’attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).
2) Creare problemi e poi offrire le soluzioni.
Questo metodo è anche chiamato “problema-reazione-soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che sia il pubblico a richiedere le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.
3) La strategia della gradualità.
Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. È in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni ‘80 e ‘90: stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.
4) La strategia del differire.
Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. È più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.
5) Rivolgersi al pubblico come ai bambini.
La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore, più si tende a usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge a una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, a una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno” (vedere “Armi silenziose per guerre tranquille”).
6) Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione.
Sfruttate l'emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un'analisi razionale e, infine, il senso critico dell'individuo. Inoltre, l'uso del registro emotivo permette aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti.
7) Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità.
Far sì che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie e i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori".
8) Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità.
Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti...
9) Rafforzare l’auto-colpevolezza.
Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s'incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!
10) Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscono.
Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élite dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica sia psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore e un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su se stesso.

mercoledì 2 gennaio 2013

Amo Assisi, ci vado spesso e ad ogni occasione ci porto qualcuno per mostrargliela.
Quest'anno ci ho passato tre notti, dal 29 dicembre al 1 gennaio. Mi piace la cittadina medievale e sono innamorato di Francesco. Passandoci per la prima volta diversi giorni, pensavo che sarei riuscito a cogliere ancor di più il lato spirituale ( non bigotto) di questo luogo,  ma è successo esattamente il contrario.
E' incredibile come i Frati Francescani siano cosi poco realmente presenti in questo luogo, li intravedi ma non li "senti".
Come ogni altro posto in italia le chiese hanno orari come uffici e l'aspetto commerciale prende sempre di più il sopravvento su quello spirituale, visite guidate, gadget religiosi, danaro, etc .etc.
Conversando con alcuni cittadini di Assisi, tra l'altro incredibilmente gentili e disponibili, ascoltavo i giudizi severi sui costumi e sui modi di molti Frati e la cosa mi ha fatto molto dispiacere. Credo, o meglio sogno ,che chi si reca ad Assisi lo faccia anche perchè dentro di se cerca un segno del passaggio di Francesco ed i Frati che dimorano in Assisi dovrebbero in ogni modo tentare di rendere vivo e attuale l'esempio di Francesco.  Non ci sono parole per quanto belle e sagge che valgano quanto l'esempio. I Frati a parer mio, dovrebbero cercare le persone, trasmettere amore e raccontare con mitezza e dolcezza quale era l'idea di fede di Francesco;  in un mondo come il nostro cosi consumista e drogato di economia che mostra sempre di più  le sue deficienze ed i suoi limiti, i Francescani potrebbero e dovrebbero mostrarci la via alternativa che il " poverello di Assisi" ha cercato di indicarci.